INCONTRI MUSICALI D’ESTATE
Omaggio a George Gershwin

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Mercoledì 22 luglio 2015 ore 21.30 – Cortile di Palazzo Campana

OMAGGIO A GEORGE GERSHWIN

Vanessa Chiappa, voce

Riccardo Lorenzetti, pianoforte

Luigino Pallotta, fisarmonica

Luca Catena, violino

Marco Lorenzetti, batteria, percussioni e vibrafono

Non è mai facile stilare un programma musicale di autori prolifici come George Gershwin. In soli 39 anni di vita, questo compositore è riuscito ad influenzare intere generazioni di musicisti e a fondere la severità strutturale della musica classica con la spigliatezza armonica del jazz. Nato a Brooklyn nel 1898, il piccolo Gershwin trascorre l’infanzia nei quartieri popolari di New York, dove assimila le vecchie canzoni popolari, il ragtime e il blues. Da adolescente prende regolari lezioni di musica, anche se in una forma un po’ dilettantesca. Il suo primo lavoro lo svolge nell’ambito dell’industria della canzone, partendo dal gradino più basso: song-plugger, ossia strimpellatore di canzoni nuove per i clienti di una casa editrice. In seguito fa il pianista accompagnatore di spettacoli musicali e comincia a comporre canzoni. Il successo di questi brani aprono le porte a Gershwin per i palcoscenici di Broadway. Diviene così uno dei più fortunati compositori di musicals (Lady be good, 1924 (da cui eseguiamo il brano più rappresentativo); Oh, Kay!, 1925; Funny Face, 1927; Strike up the Band, 1930), di commenti musicali per film e di songs. In quest’ultimo ambito si inseriscono i brani centrali del programma di questa serata: A foggy day, The man I love, Sweet and low-down, I got plenty o’nuttin’, By Strauss,Nice work if you can get it, Embraceable you, Someone to watch over me. Queste songs, si caratterizzano per un senso formale e un gusto armonico fuori del comune, pur rispettando le “regole” dell’industria della canzone. Sono le premesse per una interessante esperienza sinfonica, intesa a fondere elementi jazzistici con il linguaggio della musica colta europea. Essa si concretizza con la Rhapsody in blue (brano di apertura della serata, magistralmente arrangiato da Luigino Pallotta), nel Concerto in fa (entrambi del 1924), nella Second Rhapsody (1931) e in I got Rhythm (1934), tutti per pianoforte e orchestra; nonchè in An America in Paris del 1928 (brano di chiusura del concerto in una spigliata versione per fisarmonica sola) e nella Cuban overture (1932). Porgy and Bess (1935), opera di ambiente nero, accoglie nella struttura di un melodramma ottocentesco il song e il blues, attingendo a un risultato formale ed espressivo di grande efficacia. Anche I tre Preludi  per pianoforte solo, del 1926 (anche questi presenti nel programma intercalati alle songs), sono piccole perle musicali dove il compositore fonde perfettamente lo stile classico improvvisativo del preludio, con armonie e ritmi  jazz, blues, ragtime e spunti tematici che richiamano al song (Riccardo Lorenzetti)